Referente per la
Regione Abruzzo

Anna Di Ianni
Musicoterapista
Anna Di Ianni

   
Attualmente siamo presenti nelle seguenti regioni:
AbruzzoBasilicataCalabriaCampaniaEmilia RomagnaLazioLiguriaLombardiaPugliaSardegnaSiciliaToscanaTrentino-Alto AdigeVeneto

Se abitate in una regione in cui non vi è
ancora presente un nostro referente, si prega di contattare la segreteria centrale per informazioni circa il collaboratore o il professionista in formazione a voi più vicino.
Formazione e Attività Professionale   La musicoterapia   Musicoterapia e balbuzie


La musicoterapia nella rieducazione della balbuzie
  
Nella regione si propongono i seguenti servizi per bambini, adolescenti, adulti:

- Corsi di rieducazione della balbuzie preceduti eventualmente da COUNSELING INDIVIDUALE per una prima valutazione della balbuzie nell’infanzia (disfluenza tipica, sospetta, atipica), nell’adolescenza e nell’età adulta oltre che per un primo orientamento di carattere generale.

Per maggiori informazioni sulla nostra metodologia e consultare il calendario aggiornato dei corsi visitate l’altro nostro sito: www.balbuzie.biz.

   Oltre le disfluenze udibili e visibili c’è un bambino, un adolescente, un adulto che molto spesso, a causa della balbuzie, vive difficoltà relazionali più o meno severe. Essere in relazione con l’altro vuol dire prima di tutto essere in relazione con se stessi, in contatto con la propria interiorità, col proprio vissuto emotivo. La repressione emozionale erige barriere che ben presto diventano insormontabili nello spazio comunicativo e, in una visione olistica, ciò conduce ad un coinvolgimento del corpo: il corpo reagisce, tensioni muscolari si instaurano, la respirazione diventa difficoltosa... Con il tempo, questo meccanismo diventa automatico, e ciò conduce ad un disequilibrio. L’emozione infatti coinvolge diversi livelli: fisiologico, psichico, affettivo e cognitivo.


Una dinamica del percorso verso la fluenza   
   Per uscire dall’isolamento espressivo è necessario riattivare i canali di comunicazione, a cominciare dal corpo: tecniche di respirazione e rilassamento, dinamiche di espressione corporea, lavoro sul suono vocale; così fino ad una verbalità fluente. La musica aiuta l’apertura di questi canali di comunicazione: trasmette sensazioni, favorisce l’espressione dei sentimenti, potenzia le competenze immaginative, stimola il pensiero e le abilità cognitive, ha effetto evocativo oltre che di facilitazione e di liberazione di energie bloccate, aiuta ad affinare la coordinazione sensomotoria necessaria per la competenza linguistica, favorisce l’espressione affettiva e quindi aumenta la capacità di relazione; riattiva o tranquillizza a seconda della necessità.

   La musica, linguaggio non verbale per eccellenza capace di evocare emozioni nascoste, diventa insostituibile mezzo di espressione e comunicazione, aldilà della parola. Inoltre, attraverso percorsi immaginativi e la consulenza, il musicoterapeuta è in grado di accompagnare la persona in un processo di consapevolezza, offrendo strumenti di autoconoscenza, necessaria al “riconoscimento di sè” e quindi alla successiva possibilità di “essere in relazione con l’altro”.

Relazione su un caso

   Francesco B. si presenta subito come un ragazzino molto responsabile; è stato lui stesso a prendere l’iniziativa di iscriversi al “programma della zattera”, preoccupato per l’inizio di un nuovo corso di studi, e quindi della maggiore pressione comunicativa ad esso collegata.

   Lavoriamo in un piccolo gruppo, con altri coetanei. Dai test effettuati, risulta non avere mezzi adeguati, adattivi e difensivi, per proteggersi da situazioni per lui stressanti. In particolar modo, un lavoro proposto per valutare la percezione del proprio sè corporeo, evidenzia un bisogno di autoprotezione e l’esigenza di stabilire dei confini tra sè e il mondo, e quindi una conseguente maggiore attivazione delle proprie energie verso l’interno. Dal colloquio infatti emerge cheFrancesco è combattuto: è esageratamente disponibile, per sua stessa iniziativa, verso un giovane membro della sua famiglia, ma sacrifica per questo momenti che potrebbe dedicare al proprio divertimento.Andrebbe alleggerito del suo carico.

   Una immaginativa di musicoterapia effettuata per valutare la capacità di ironia e di autoironia, fondamentale per l’accettazione di sè e utile per agganciarsi ad una delle tecniche fonatorie proposte, quella della "balbuzie comunicativa", ha evidenziato che Francesco non si mette molto in gioco, non osa scoprirsi.

   Uno dei lavori più importanti è stato un percorso di immaginative simboliche, importanti a livello diagnostico ma soprattutto terapeutico: si propongono al soggetto dei simboli, che verranno poi elaborati dalla sua parte più profonda, e lavoreranno nel senso di una evoluzione, una crescita interiore, riguardo la percezione di sè, del proprio io reale ed ideale, dell’accettazione di sè, del rapporto con gli altri. A livello diagnostico è emerso che Francesco è una persona piuttosto schematica, un pò rigida, ma disponibile; non entra subito nella parte più profonda di se stesso, e comunque rimane ben ancorato al quotidiano; vive i problemi di tutti i giorni come opprimenti: lo ostacolano nel suo percorso. Riconosce il potenziale terapeutico del lavoro in corso.

   Dalle conduzioni musicali, dai dialoghi sonori tra il musicoterapeuta e il soggetto, Francesco ha comunicato inizialmente secondo uno schema fisso, rimanendo sempre sulla stesso strumento e ripetendo la stessa cellula ritmica. Poi, col passare dei giorni, opportunamente stimolato, è diventato più trasgressivo, esplorativo, espressivo, ha iniziato ad osare: la "comunicazione" è diventata molto più interessante...

   La stessa dinamica si è evidenziata nei lavori sulle posture, quindi sull’espressione corporea, le tecniche per la fluenza. La mia proposta ha riguardato tematiche più "materne": morbidezza, cedevolezza, trasgressione, lasciarsi andare...

   L’importanza di questo lavoro (che certamente va sempre personalizzato) è da ricercare nel fatto che le problematiche che toccano la sfera emotiva trovano terreno fertile proprio in quella parte per noi interiorizzata come più debole.

   In conclusione: Francesco si è rivelato un soggetto ricettivo alla musicoterapia. Sta continuando il percorso iniziato. Prosegue, grazie ad una buona alleanza terapeutica tra Francesco e la musicoterapeuta, l’opera di rinforzo della parte carente, che va gradualmente esprimendosi anche nel quotidiano, forte del nuovo equilibrio nelle proprie dinamiche interiori nonché di una ritrovata capacità di gestire la propria fluenza verbale.

Contatto

  Se vuoi approfondire l’argomento, chiarire qualche dubbio, avere qualche suggerimento, ti prego di riempire il modulo di richiesta informazioni. La Segreteria dell’Istituto Punto Parola provvederà a risponderti in modo esauriente.

Istituto Italiano Balbuzie “Punto Parola”
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