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Francesco B. si presenta subito come un ragazzino molto responsabile; è stato lui stesso a prendere liniziativa di iscriversi al programma della zattera, preoccupato per linizio di un nuovo corso di studi, e quindi della maggiore pressione comunicativa ad esso collegata.
Lavoriamo in un piccolo gruppo, con altri coetanei. Dai test effettuati, risulta non avere mezzi adeguati, adattivi e difensivi, per proteggersi da situazioni per lui stressanti. In particolar modo, un lavoro proposto per valutare la percezione del proprio sè corporeo, evidenzia un bisogno di autoprotezione e lesigenza di stabilire dei confini tra sè e il mondo, e quindi una conseguente maggiore attivazione delle proprie energie verso linterno. Dal colloquio infatti emerge cheFrancesco è combattuto: è esageratamente disponibile, per sua stessa iniziativa, verso un giovane membro della sua famiglia, ma sacrifica per questo momenti che potrebbe dedicare al proprio divertimento.Andrebbe alleggerito del suo carico.
Una immaginativa di musicoterapia effettuata per valutare la capacità di ironia e di autoironia, fondamentale per laccettazione di sè e utile per agganciarsi ad una delle tecniche fonatorie proposte, quella della "balbuzie comunicativa", ha evidenziato che Francesco non si mette molto in gioco, non osa scoprirsi.
Uno dei lavori più importanti è stato un percorso di immaginative simboliche, importanti a livello diagnostico ma soprattutto terapeutico: si propongono al soggetto dei simboli, che verranno poi elaborati dalla sua parte più profonda, e lavoreranno nel senso di una evoluzione, una crescita interiore, riguardo la percezione di sè, del proprio io reale ed ideale, dellaccettazione di sè, del rapporto con gli altri. A livello diagnostico è emerso che Francesco è una persona piuttosto schematica, un pò rigida, ma disponibile; non entra subito nella parte più profonda di se stesso, e comunque rimane ben ancorato al quotidiano; vive i problemi di tutti i giorni come opprimenti: lo ostacolano nel suo percorso. Riconosce il potenziale terapeutico del lavoro in corso.
Dalle conduzioni musicali, dai dialoghi sonori tra il musicoterapeuta e il soggetto, Francesco ha comunicato inizialmente secondo uno schema fisso, rimanendo sempre sulla stesso strumento e ripetendo la stessa cellula ritmica. Poi, col passare dei giorni, opportunamente stimolato, è diventato più trasgressivo, esplorativo, espressivo, ha iniziato ad osare: la "comunicazione" è diventata molto più interessante...
La stessa dinamica si è evidenziata nei lavori sulle posture, quindi sullespressione corporea, le tecniche per la fluenza. La mia proposta ha riguardato tematiche più "materne": morbidezza, cedevolezza, trasgressione, lasciarsi andare...
Limportanza di questo lavoro (che certamente va sempre personalizzato) è da ricercare nel fatto che le problematiche che toccano la sfera emotiva trovano terreno fertile proprio in quella parte per noi interiorizzata come più debole.
In conclusione: Francesco si è rivelato un soggetto ricettivo alla musicoterapia. Sta continuando il percorso iniziato. Prosegue, grazie ad una buona alleanza terapeutica tra Francesco e la musicoterapeuta, lopera di rinforzo della parte carente, che va gradualmente esprimendosi anche nel quotidiano, forte del nuovo equilibrio nelle proprie dinamiche interiori nonché di una ritrovata capacità di gestire la propria fluenza verbale.
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