L’alunno che balbetta – Guida per gli insegnanti

In classe

   Alcuni insegnanti spesso pongono delle domande interessanti a cui si possono dare risposte plausibili:

1. Cosa fare quando un alunno balbetta?
   È bene ascoltare ciò che dice e non come lo dice, lasciando che si prenda tutto il tempo che gli occorre. Non suggerirgli mai le parole o finire la frase per lui. Non dirgli di rallentare o rilassarsi poiché così facendo si sposta l’attenzione dal contenuto alla difficoltà d’espressione.

2. Si deve parlare all’alunno della sua balbuzie?
   Se sembra accusare una normale disfluenza oppure non sembra essere consapevole del suo problema è meglio evitare di parlargliene. Non chiedere di ripetere e non mostrarsi preoccupati; i bambini sono molto sensibili alle reazioni degli adulti e una loro reazione negativa (verbale e no) può accrescere le disfluenze.
   Se l’alunno mostra chiaramente che sta lottando in modo consapevole per parlare ed è frustrato e preoccupato, non è il caso di ignorare la situazione; egli può infatti pensare che il problema sia talmente grave da non poter essere neppure menzionato. Parlare con calma e in disparte con l’alunno. Non usare la parola "balbuziente" almeno che non sia lui stesso a farlo. Dirgli che talvolta è difficile far venire fuori le parole. Chiedergli come si sente e rassicurarlo. Aiutarlo a capire che interessa ciò che dice e non come lo dice.
   L’alunno più grande è consapevole delle difficoltà che incontra poiché anche la scuola gli richiede una maggiore partecipazione verbale che è fonte per lui di crescente ansia.
   Per ridurre questa paura di parlare è utile avere con lui un colloquio privato durante il quale si possano meglio valutare le sue difficoltà e allo stesso tempo fargli capire l’importanza della sua partecipazione attiva. È necessario che comprenda l’interesse dell’insegnante per le sue idee e i suoi problemi. Incoraggiarlo a parlare delle sue difficoltà e cercare di instaurare con lui un buon rapporto. L’alunno ha bisogno di sapere che qualcuno lo ascolta e lo capisce.

3. Talvolta il linguaggio è fluente, talvolta no. Come mai il suo andamento varia?
   L’alunno incontra maggiori difficoltà nei momenti di stanchezza, di preoccupazione, di incertezza e di ansia. Può essere meno fluente quando parla con un adulto, con un insegnante, o di fronte a tutta la classe; insomma, il suo modo di parlare è influenzato dalla situazione. Sta all’insegnante aiutarlo evitandogli le occasioni di fallimento e aumentando le occasioni in cui può andare incontro al successo. È necessario fargli vivere il più possibile situazioni positive di fluenza in modo da accrescere anche la sua autostima.

4. Si dovrebbe esentare l’alunno dalla presentazione orale di ricerche o relazioni?
   Ciò può dare sollievo momentaneamente, ma la volta seguente di fronte ad una situazione simile, la paura e l’ansia saranno maggiori. Tutti noi ci sentiamo meglio quando abbiamo affrontato una situazione temuta e la persona che balbetta non fa eccezione. Gli va spiegato perciò che escluderlo dalle interrogazioni non lo aiuterà affatto poiché dovrà in ogni caso imparare a parlare davanti ad un gruppo di persone. Per facilitarlo si potrà suggerire l’uso di un proiettore per la presentazione degli argomenti (così si sentirà più rilassato poiché l’attenzione della classe sarà rivolta alle immagini proiettate) o l’uso del registratore (l’alunno balbetterà meno quando registrerà da solo il suo discorso). Ci si potrà incontrare con lui due o tre volte prima della prova orale: se l’alunno sa che voi siete dalla sua parte, la sua ansia diminuirà.
   Gli alunni con seri problemi di disfluenza possono prima relazionare davanti insegnante soltanto, poi di fronte a un piccolo gruppo di compagni e successivamente al cospetto di tutta la classe. Ricordarsi sempre che l’alunno ha una gran paura di parlare ma bisogna considerare che, grazie anche all’interessamento dell’insegnante, ogni esposizione verbale sarà un’esperienza meno ansiogena. Dato che i progressi, in qualsiasi attività, vengono fatti grazie alla pratica, anche il vostro studente avrà bisogno di un paziente lavoro per riuscire a diminuire i suoi timori.

5. Essendo le verifiche del programma di lingua straniera perlopiù orali, come valutare uno studente che balbetta o esita nel parlare?
   Innanzitutto occorre prendere atto della difficoltà che incontra uno studente balbuziente nel parlare in una lingua straniera. Egli quindi deve essere incoraggiato a partecipare ponendogli solo domande alle quale sarà sicuramente capace di rispondere. Se alla fine rimane qualche dubbio, parlare con lui in disparte per valutare meglio. Se permangono ancora delle incertezze, registrare delle domande concedendo un tempo limite per registrare le risposte.

6. È bene discutere del problema con gli altri insegnanti?
   È importante che tutti gli insegnanti siano consapevoli del problema e si rendano conto di come questo incida sul lavoro dello studente.

7. Come evitare che il resto della classe rida o prenda in giro l’alunno che balbetta?
   Spesso i bambini non fanno molto caso alle differenze esistenti tra di loro. Tuttavia, già dalla prima classe, può accadere che il bambino venga preso in giro. Si può affrontare il problema in classe introducendo l’argomento delle differenze individuali. Viene chiesto a ciascun alunno di rivelare un aspetto o un’abitudine che lo rende diverso dagli altri. È opportuno enfatizzare l’idea che siamo tutti diversi e che queste differenze ci rendono preziosi.
   Se l’alunno è chiaramente offeso dalla presa in giro, è opportuno discuterne con lui, in disparte e con calma, dicendogli che si è coscienti delle difficoltà che egli incontra con alcuni compagni. Questo bambino va aiutato ad identificare coloro che lo prendono in giro e insieme a riconoscere che la maggior parte della classe è dalla sua parte. Rassicurarlo sul fatto che non si reputa un problema la sua disfluenza, facendogli capire ancora una volta che interessa ciò che ha da dire e non il modo in cui lo dice. Per accrescere la sua autostima, affidargli ruoli importanti, complimentarsi per le sue capacità e per ciò che sa fare.
   Nelle classi dei più grandi il problema della presa in giro è molto difficile da risolvere, tuttavia molto dipende anche dalla personalità dello studente. Probabilmente la mossa vincente potrebbe essere quella di suscitare un confronto sul problema in classe. Infatti la maggior parte dei ragazzi risponde con sensibilità quando si discute apertamente di un problema. Anche per questa ragione, molti specialisti incoraggiano gli studenti che balbettano a parlare con i compagni di loro stessi e delle loro difficoltà.

8. Si dovrebbe parlare del problema con i genitori?
   È meglio parlarne prima di tutto con uno specialista per un orientamento di massima. Se invece sono i familiari che sollevano il problema con l’insegnante, sarà compito di quest’ultimo suggerire di rivolgersi allo specialista.

9. Un alunno della classe sta seguendo una terapia. Cosa fare per aiutarlo?
   Gli specialisti lavorano direttamente sulla comunicazione e nello stesso tempo aiutano l’alunno a fronteggiare il suo problema oltre che assistere i genitori e gli insegnanti e tutti coloro che hanno a che fare con l’alunno. Lo specialista dovrebbe mettersi in contatto con l’insegnante e parlargli del programma che segue il bambino; se ciò non accade, l’insegnante stesso può chiedergli consigli e suggerimenti. Talvolta, viene richiesto al docente di documentare il comportamento verbale secondo criteri forniti dallo specialista o di riservare un po’ di tempo per permettere all’alunno di esercitarsi con le tecniche apprese durante la terapia.

10. La balbuzie di un alunno può essere superata?
   Le ricerche dimostrano che circa la metà dei bambini che balbettano diventano fluenti e che più precoce è l’intervento, migliore sarà la prognosi. Alcuni bambini migliorano sensibilmente con la terapia. I nostri obiettivi sono incrementare la fluenza, costruire l’autostima, aiutare a ridurre lo stress comunicativo nell’ambiente ed aiutare gli alunni a stare bene con sè stessi.



Da: Julie Mazzucca-Peter, speech therapist, Metropolitan School Board - TORONTO - 1989
Traduzione a cura dell’AIBACOM, Associazione Italiana per la Balbuzie e la Comunicazione (Pisa) - www.balbuzie.it
Revisione e adattamento a cura dell’Istituto Italiano Balbuzie “Punto Parola” (Roma) - www.balbuzie.biz

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