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8. Se un giorno l’alunno balbetta meno del solito, fornitegli occasione di parlare per fargli sperimentare il successo, chiamatelo più spesso quando alza la mano, ascoltatelo con attenzione e incoraggiatelo a partecipare alla conversazione.
9. Nei giorni in cui mostra di balbettare più severamente, pianificate attività che limitino il parlare o che non lo richiedano affatto. Fate domande che non implichino lunghe risposte, dategli l’opportunità di fare il leader, per esempio, nelle attività ricreative e assegnategli compiti che non richiedano un uso emotivamente importante della parola.
10. Incoraggiatelo a prendere parte ad una recita a meno che non abbiate il presentimento che non ce la farà. In questo caso assegnategli un ruolo relativamente minore.
11. Quando non balbetta non elogiatelo per la sua fluenza per non ricordargli le sue precedenti disfluenze e per non creargli imbarazzo quando gli capiterà di balbettare. Elogiatelo però per tutte le altre cose che compie.
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12. Non muovetegli rimproveri gratuiti o ingiusti.
13. Non fate riferimento a lui come al bambino che balbetta,
soprattutto in sua presenza. Pensate a lui come a un alunno qualsiasi che incontra difficoltà nel parlare.
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14. Non sottolineate le disfluenze del bambino balbuziente se non ne è ancora consapevole.
15. Non proteggete l’alunno consapevole della propria balbuzie fingendo di non notare il suo problema.
16. Non reagite emotivamente, non mostrate imbarazzo, impazienza o preoccupazione.
17. Se qualche bambino vi chiede chiarimenti sulla balbuzie, siate aperti e calmi. Dite che avete notato il modo di parlare del compagno ma dite anche che tutti talvolta trovano difficoltà nel comunicare.
18. Aiutate quel bambino e i suoi compagni a sviluppare un atteggiamento più obiettivo cercando di spiegare e far accettare un dato importante: il come si parla non ha così tanta importanza.
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19. Non insistete affinché l’alunno non balbetti, perché ciò può portare a maggiori tentativi di forzare il blocco aumentando e aggravando i sintomi secondari.
20. Non insegnate trucchi comunemente considerati utili nel parlare (come rallentare, ripetere, rilassarsi, fermarsi, pensare, fare un respiro
). Alcune di queste tecniche possono aiutarlo, ma solo per poco. In breve tempo l’alunno si renderà conto che non gli sono più d’aiuto e cercherà altri stratagemmi.
21. Fate capire ai compagni che lo prendono in giro, che anche loro non sono bravi a fare tutto, ma che comunque, crescendo, riusciranno a fare molte delle cose che un tempo hanno considerato difficili.
22. Non mettetegli fretta.
23. Evitate la tensione che precede la chiamata di un alunno in quanto il bambino che balbetta si carica di ansia in attesa del suo turno. Se ciò non può essere evitato, fate in modo che sia uno dei primi ad essere chiamato (anche l’appello può rappresentare un problema).
Da:
Julie Mazzucca-Peter, speech therapist, Metropolitan School Board - TORONTO - 1989
Traduzione a cura dell’
AIBACOM, Associazione Italiana per la Balbuzie e la Comunicazione (Pisa) - www.balbuzie.it
Revisione e adattamento a cura dell’
Istituto Italiano Balbuzie “Punto Parola” (Roma) - www.balbuzie.biz